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LE NOTTI ROMANE

Del Conte ALESSANDRO VERRI. Volume Unico. Torino. Cugini Pomba e Comp. Editori. 1853

INDICE DELLA PARTE PRIMA

AVVERTIMENTO posto all'Edizione originale (5).
PROEMIO. Occasione dell'Opera (9).

NOTTE PRIMA
Colloquio I. Ragionamenti preliminari con Ombra fra tutte illustre: sua immagine, ed occasione per cui sono congregati gli Spettri (15).
Colloquio II. Bruto e Cesare disputano sulla uccisione del tiranno (21).
Colloquio III. Cesare espone le corruttele della Repubblica, e sostiene la necessità della Monarchia (26).
Colloquio IV. Lo Spettro di Gratidiano (35).
Colloquio V. I Gracchi (40).
Colloquio VI. Episodio contenzioso sulla morte di Scipione Emiliano, e conclusione su quella di Cesare Dittatore (45).

NOTTE SECONDA
Colloquio I. Mario, ancora sdegnato, rammenta le avventure della sua fuga disastrosa (52).
Colloquio II. Silla e Bruto contendono sopra i modi coi quali ambedue si comportarono verso la patria; e Cesare quindi fa il paragone fra la clemenza e l'atrocità (57).
Colloquio III. Sentenze rigorose ed ardite di un intelletto, che, fra' Romani vivendo, fu mansuetissimo sulla ingiustizia delle imprese loro (61).
Colloquio IV. Cesare difende i Romani, e Pomponio conferma la malvagità, specialmente con l'esempio degli Scipioni (69).
Colloquio V. Segue Pomponio a biasimare le oppressioni contro gl'Iberi e contro i Galli. Cesare incolpa questi di barbari costumi, e Pomponio insiste che ne aveano di più barbari i Romani (74).
Colloquio VI. Pomponio biasima i trionfi, e quindi muove dubbi contro Lucrezia che tacendo li conferma (80).

NOTTE TERZA
Colloquio I. Degl'illustri uccisori de' figliuoli propri, Giunio Bruto e Virginio, all'apparire dei quali nasce contesa sopra i meriti di quella magnanimità (86).
Colloquio II. Catone il Censore e Tullio disputano se le discipline corrompano i costumi (92).
Colloquio III. Pompeo e Cesare disputano con gli antichi rancori. Ma questi vinto dalle ragioni di quello, finalmente di tace. Sopravvengono i Triumviri, fra' quali Antonio ancora è servo di Cleopatra (96).
Colloquio IV. Antonio ed Ottaviano s'incolpano scambievolmente di crudeltà. Catone e Cesare contendono per la impresa di Utica. Bruto e Pomponio s'interpongono a conciliarli (102).
Colloquio V. Orazio e Pollione disputano sulla indole di Ottaviano, e poi questi ed Antonio contendono chi di loro due fosse più tristo (107).
Colloquio VI. Il Parricida (114).

INDICE DELLA PARTE SECONDA

PROEMIO (123).

NOTTE QUARTA
Colloquio I. L'Autore esce dal Sepolcro degli Scipioni, e guida gli Spettri a rivedere la patria loro, e primieramente il Monte Palatino (127).
Colloquio II. L'Autore, ad istanza di Romolo narra in compendio i volgimenti della città dopo la morte di lui (131).
Colloquio III. Numa e Romolo disputano se gl'imperii si sostengono con l'armi o con le discipline (136).
Colloquio IV. Lamenti delle Ombre sulle ruine; quindi il gastigo di Nerone (142).
Colloquio V. Al Colosseo, al Foro, ed al Carcere Mamertino (145).
Colloquio VI. Al Campidoglio (150).

NOTTE QUINTA
Colloquio I. Al Foro, al Quirinale ed agli Orti di Sallustio (161).
Colloquio II. La Vestale al Campo Scellerato (166).
Colloquio III. Al Monte Sacro, dove si ragiona delle Repubbliche (174).
Colloquio IV. Alle Terme di Diocleziano e di Tito, dove sinceramente si giudica de' meriti di Coriolano (182).
Colloquio V. Le Tombe della Via Appia (186).
Colloquio VI. Allo Speco della Ninfa Egeria. Digressione sulla eternità della sostanza intellettuale. Supplizio di Tullia (190).

NOTTE SESTA
Colloquio I. Al Teatro di Marcello, dove si ragiona delle diverse abitazioni de' cieli, e nella Via Flaminia, dove Bruto si sdegna per la inscrizione dell'Obelisco di quella (196).
Colloquio II. Al Panteon (201).
Colloquio III. Nuovi Lamenti delle Ombre in varie parti della città, e forti sentenze di M. Bruto (205).
Colloquio IV. Al Tempio Vaticano, dove un'ombra sdegnosa fa digressione sulla presente forma della città (208).
Colloquio V. Alla Reggia Vaticana, donde agli Alunni delle peregrinazioni alle genti barbari (214).
Colloquio VI. Discussioni sul presente Imperio di Roma (218).
Epilogo di Cicerone (228)